Bambini viziati

Bambini viziati. Non tutti, è chiaro, ma la maggioranza dei cinematografari sì: incontentabili, e narcisisti nella loro protesta ostinata che collide con una promessa governativa di fronte alla quale ben altre vertenze sarebbero state chiuse con brindisi e stelle filanti. Sandro Bondi ha infatti costretto il neghittoso e rigoroso Tremonti a impegnare il governo intero sulla conferma di tax credit e fondo unico per lo spettacolo sulla base degli stessi numeri del 2010.
12 AGO 20
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Bambini viziati. Non tutti, è chiaro, ma la maggioranza dei cinematografari sì: incontentabili, e narcisisti nella loro protesta ostinata che collide con una promessa governativa di fronte alla quale ben altre vertenze sarebbero state chiuse con brindisi e stelle filanti. Sandro Bondi ha infatti costretto il neghittoso e rigoroso Tremonti a impegnare il governo intero sulla conferma di tax credit e fondo unico per lo spettacolo sulla base degli stessi numeri del 2010.

Il ministro della Cultura è perfino riuscito a ottenere che il sottosegretario Gianni Letta lo accompagnasse in conferenza stampa per rendere più vincolante e ufficiale il proposito. Risultato: a parte una minoranza di assennati pressoché silenziosa, il resto del beau monde di attori e registi e maestranze ha preferito impiccare il negoziato al cappio d’una frase di prammatica pronunciata da Bondi: “Compatibilmente con i conti”. A questo si è aggiunto poi lo strepito plateale, la piazzata di gruppo sul red carpet del Festival di Roma, i cartelli con su scritto “andate a casa”, i cori buffoneschi.

Un malinteso senso d’indispensabilità corporativa induce evidentemente alcuni cinematografari a considerare i limiti invalicabili del bilancio pubblico come un affare che non li riguarda, come una seccatura che valga soltanto per il ceto medio irriflessivo e un po’ désengagé. E quando per giunta il ministro competente – che non sarà un leone ma il cuore l’ha messo – strappa la promessa di assistere ancora una volta il circo cinematografico, ecco che si preferisce addentargli la mano tesa invece di stringergliela fiduciosi. Per molto meno, al posto di questi bambini mai svezzati, i metallurgici avrebbero eletto Marchionne segretario della Fiom honoris causa.